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Tunisi, troupe del Tg3 picchiata dalla polizia. L’Italia protesta PDF Stampa E-mail

Documentare la protesta popolare che da settimane infiamma la Tunisia è costato caro ad una troupe del Tg3.

Unici giornalisti muniti di telecamera che si trovavano sulla Piazza della Porta di Francia invasa dai manifestanti, Maria Cuffaro e Claudio Rubino, hanno fatto appena in tempo a vedere la polizia che caricava i dimostranti. Poi la violenza ha raggiunto anche loro. Ad aver la peggio è stato l’operatore, colpito in testa da un manganello della polizia e derubato della telecamera. Un brutto taglio, tanta paura, ma fortunatamente nessuna conseguenza grave.

Sono stati gli stessi protagonisti, una volta rientrati in albergo per farsi medicare, a raccontare cosa fosse accaduto. «Eravamo lì con la troupe mentre per la prima volta sindacati e comunisti manifestavano insieme nel centro di Tunisi. In tutto saranno stati un centinaio di persone, uomini e donne. La polizia in divisa era dovunque, ma tanti poliziotti indossavano strane giacche rosse» racconta scossa, ma con la voce ferma, Maria Cuffaro, che spintonata a terra dai poliziotti che le hanno requisito il microfono. Non era mai successo, in 23 anni di regime, che la gente scendesse in piazza, nel centro della città. E questo, ne è convinta la giornalista, ha fatto «impazzire tutte le file del regime» che non hanno retto all’impatto con le telecamere.

«Avevamo l’autorizzazione a filmare - prosegue il racconto Claudio Rubino - per questo i poliziotti ci hanno permesso di essere in piazza. Mi trovavo dietro i primi che hanno iniziato la carica quando, alle spalle, mi è arrivata una manganellata in testa. Una botta fortissima. Ho cercato di resistere per non farmi prendere la telecamera, ma alla fine ho ceduto. Erano troppi». Il tempo di avvisare l’ambasciata a Tunisi ed i due sono riusciti a rientrare in albergo dove Rubino è stato medicato alla ferita sulla testa.

Immediata la reazione dell’ambasciatore Piero Benassi che ha chiesto alle autorità tunisine di «garantire alla stampa italiana sul territorio garanzie di lavoro e assistenza dove necessario».

«Fatti del genere non devono accadere più, abbiamo fermamente protestato», ha commentato da parte sua il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Neanche un’ora di tempo e la polizia ha miracolosamente riconsegnato la telecamera sottratta. «È evidente - osserva la Cuffaro - che ce l’avevano loro».

Nonostante lo spavento ed il gran mal di testa Rubino (un `mago´ delle tecnologie l’ha definito la Cuffaro) si è messo al lavoro è a dispetto dei tentativi dei tunisini di cancellare il filmato è riuscito a recuperare tutto dall’hard disk. In tempo per l’edizione serale del Tg3. Domani la troupe tornerà al lavoro, assicura Rubino promettendo al contempo di farsi vedere da un medico. Poi gli scappa una risata. «Prima ho ricevuto un sms firmato dal presidente della Rai Paolo Garimberti. Ho pensato ad uno scherzo e invece - racconta ancora incredulo - era proprio lui che voleva sapere come stavo».

 

Fonte: ilsecoloxix.it

 
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