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Il pm: condannate l'ex dirigente Sismi per il sequestro dell'imam a Milano «E' stato il primo a tirarsi indietro»
MILANO
Tredici anni di condanna per l’ex numero uno del Sismi, Nicolò Pollari e per l’ex capocentro della Cia a Milano, Jeff Castelli; dieci per il capo del controspionaggio militare Marco Mancini e pene comprese tra i 10 e i 13 anni di carcere per 26 agenti della Cia. Sono le richieste di condanna avanzate dai pm Armando Spataro e Ferdinando Pomarici al termine della requisitoria nel processo per il sequestro dell’ex imam di Milano, Abu Omar, avvenuto il 17 febbraio del 2003.
Spataro, nell’ultima parte dell’atto d’accusa, chiede al giudice Oscar Magi di rimediare a quello che considera «uno strappo insopportabile dei diritti fondamentali», riconoscendo «prove ineluttabili» contro Pollari, il «regista - lo definisce - del sistema criminale» che ha portato all’extraordinary rendition, con la complicità di altri 007 di casa nostra e di quelli americani. «Noi chiediamo al tribunale - ha detto Spataro, chiudendo la requisitoria - di affermare la coincidenza tra verità storica dei fatti e conclusioni sul piano giuridico. L’una e l’altra devono portare alla condanna di chi ha fatto così grave scempio del proprio dovere di fedeltà ai principi della democrazia».
E la verità storica, ricorda Spataro, è che il leader religioso egiziano fu prelevato da un commando di agenti segreti in via Guerzoni, a Milano, vicino alla moschea di viale Jenner, e poi consegnato alle autorità egiziane che lo torturano in nome della lotta al terrorismo internazionale. «Molti Stati che hanno sottoscritto liberamente convenzioni contrarie alla violazione dei diritti umani si scoprono insensibili al loro rispetto o propongono di esse interpretazioni aberranti». Così ragionando, secondo Spataro «la lotta al terrorismo sarebbe persa in partenza», mentre «abbiamo bisogno per vincerla della collaborazione delle comunità islamiche sia nei paesi d’origine che in occidente ma perchè accada dobbiamo dimostrare che esitono leggi valide per tutti, specialmente per quanti hanno il dovere di applicarle e assicurarne il rispetto».
Per questo Spataro chiede al giudice di condannare i protagonisti della spy story, in quanto «non ci consolerebbe pensare di avere contribuito a determinare la fine dei metodi barbari e brutali usati in questi anni contro il terrorismo e a causa di un impazzimento collettivo e neppure ci consolerebbe aver contribuito a dibattiti sull’equilibrio tra sicurezza e diritti». I pm hanno invece ritenuto di chiedere una sentenza di non doversi procedere per Giuseppe Ciorra, Luciano Di Gregori e Raffaelle Di Troia, ma solo perchè, hanno spiegato, la Corte Costituzionale nelle sue pronunce sul segreto di Stato ha «eliminato» i documenti decisivi per dimostrare la loro colpevolezza. Spataro è tornato più volte sulle pronunce della Consulta, al centro nei mesi scorsi di un ’fuoco incrociatò tra i governi Prodi e Berlusconi e la magistartura milanese. «Non si puo pensare - ha sostenuto - che la Consulta abbia potuto coprire col segreto di stato una condotta criminale».
«Spataro ha completamente travisato la sentenza della Corte», ha attaccato l’avvocato di Pollari Nicola Madia, affemando che dai pm sono venuti «giudizi arbitrari e congetture». «Ho piena fiducia - ha aggiunto - nella gisutizia e quindi nel fatto che Pollari verrà assolto in quanto, nonostante il segreto di stato gli abbia precluso di difendersi, già emerge la sua estraneità ai fatti».
Fonte: Lastampa.it
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