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Osservatorio Iraq, 2 febbraio 2010
Non verrà avviato alcun procedimento penale contro gli agenti della polizia israeliana che, lo scorso anno a Nalin, spararono al volto dell’attivista americano Tristan Anderson.
Ad annunciarlo è il ministero di Giustizia israeliano, che oggi ha reso note le conclusioni di un’indagine interna svolta dalla polizia.
Stando a quanto dichiarato alla France Presse dal portavoce del ministero Moshe Cohen, non è dimostrabile che gli agenti avessero “intenzioni criminali”.
Il 38enne Anderson, che stava prendendo parte a una delle manifestazioni “anti-Muro” che si tengono regolarmente nel villaggio palestinese, venne colpito lo scorso marzo da una distanza di circa 60 metri, riportando gravi danni al cervello e rimanendo in coma per diversi mesi.
Il suo ferimento si aggiunge al lungo elenco di attivisti internazionali colpiti in Cisgiordania e a Gaza mentre prendevano parte a manifestazioni al fianco dei palestinesi.
I casi più noti vi sono quelli del 22enne britannico Tom Hurndall, ucciso nel 2003 a Gaza mentre partecipava a una protesta in strada, e della 23enne Rachel Corrie, schiacciata nello stesso anno da un bulldozer israeliano.
Fonte: Osservatorioiraq.it |