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MARCO POLO E IBN BATTUTA SULLE ROTTE DELLA CINA
Scritto da Arch. Anwar Chadli   

Ibn Battuta giunge in India nel 1333 e viene ricevuto da Muhammad ibn Tughluq, sovrano turco mongolo

La Cina medievale è stata meta di due grandi viaggiatori: il veneziano Marco Polo e il marocchino Ibn Battuta. Marco Polo partì per la Cina nel 1271 e tornò nel 1291. Ibn Battuta, che viaggiò per il mondo dal 1325 al 1354, iniziò il suo viaggio per la città asiatica nel 1345. Entrambi i viaggiatori hanno raccontato l'esperienza dei loro viaggi attraverso la stesura di un'opera: Il Milione e la Rihla.

Dalla lettura comparativa fra i loro resoconti emergono due sguardi che, pur avendo tratti comuni, appaiono profondamente radicati nelle matrici storico-culturali e religiose di appartenenza.

Sia Marco Polo che Ibn Battuta sono ben consapevoli dell'eccezionalità della propria impresa ed entrambi, come ammettono nei loro Prologhi, credono nella necessità del narrare per poter condividere un patrimonio di scoperte. Gran parte della narrazione delle due opere è dedicata alla descrizione delle città e della loro popolazione, commercio, alimentazione, abbigliamento, abitazioni e mezzi di trasporto. E' vero che le informazioni forniteci su questi contesti di vita, come prevedibile, combaciano raramente, ma il ricercare le tante piccole differenze presenti nelle descrizioni degli stessi scenari urbani non è l'aspetto più interessante su cui soffermarsi. Appare invece molto più affascinante capire il modo, quasi opposto, in cui i due si avvicinano alle diverse culture che incontrano durante i loro viaggi. Ibn Battuta ha come sicuro ed incrollabile punto di riferimento la cultura araba del corano e ciò che per lui conta nei viaggi è la rilevazione di ciò che è simile: la presenza dell'Islam. Ciò rende a Ibn Battuta faticoso vivere nel diverso ed egli soffre visibilmente a contatto di tradizioni, usanze e leggi tanto diverse dalle sue. Il vero e proprio 'shok culturale' non è invece sentito dall' europeo e cristiano Marco Polo che applica al diverso le elastiche griglie culturali di origine e lascia ampio spazio alla curiosità.

Questi diversi modi di rapportarsi sono ben visibili anche nel loro avvicinarsi alle religioni dei popoli incontrati. Marco Polo chiama idolatre le religioni diverse dal Cristianesimo, ma è comunque molto attento ad annotare tutti i riti delle altre religioni. Ibn Battuta, primo viaggiatore arabo a fare del viaggio una scelta esistenziale non al comando di sovrani, è totalmente interessato solo a ciò che è espressione del mondo musulmano, mondo che Marco Polo, pur non avendo basi conoscitive, critica aspramente.

Lo sguardo dei due viaggiatori si fa molto più simile solo nella descrizione di aneddoti e leggende. Qui non esiste più la differenza tra uomo cristiano e uomo musulmano, ma solo due uomini ugualmente figli della mentalità medievale.

 

Altro articolo attinente: Ibn Battuta il Marco Polo arabo

 

Bibliografia:
L'altro Milione, di Antonella Fucecchi e Antonio Nanni, Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 2000, pp. 174, £. 20.000 (il volume può essere richiesto direttamente a CEM: via Piamarta 9, 25121 Brescia. Tel. 030 3772780.

 

P. Iva 03738160104

 

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