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Via Mubarak, l'Egitto cambia volto PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Romano   

"Il mondo arabo verso la vita"

 

"Non chiamateli martiri sono vivi assieme a noi!"

Hosni Mubarak è stato il peggiore dei dittatori egiziani

Hosni Mubarak si è dimesso da Presidente della Republica egiziana. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri ed ha fatto in pochi minuti il giro del Mondo. Il Rais o anche il Faraone come Mubarak era chiamato dal suo popolo, ha lasciato la sua carica e la sedia più alta dei palazzi del potere in Egitto, consapevole del grave danno arrecato al paese se fosse rimasto come aveva fatto intendere fino al prossimo Settembre.

La rivolta popolare durata 18 giorni il cui centro propulsore è stata Piazza Tarhir al Cairo, è riuscita alla fine vittoriosa e ad ottenere le dimissioni del presidente ultra ottantenne che dal 1981, anno in cui salì al potere, è stato il capo indiscusso e incontrastato dell'Egitto. Migliaia di persone si sono radunate per le strade del Cairo in festa e sventolando le bandiere egiziane in segno di vittoria e di un augurio per il proprio paese.

 

Un paese che negli ultimi anni era caduto nell'arretratezza economica, ha visto aumentare i poveri a dismisura e aumentare in modo esponenziale la disoccupazione, toccando cifre da far cadere i capelli. Bisogna dire che se gli egiziani hanno avuto la forza e il coraggio di manifestare il loro dissenso in modo deciso e inequivocabile, un forte aiuto a questa rivolta è arrivato dalla Casa Bianca, che sin dall'inizio ha sostenuto in modo aperto i rivoltosi e inviato a Mubarak segnali precisi di farsi da parte.


Il leader dell'opposizione egiziana El Baradei alla notizia delle dimissioni ha detto solo queste parole:" oggi è il più bel giorno della mia vita". Ora però viene il grosso lavoro da fare per rimettere in piedi l'Egitto e l'intera macchina amministrativa. Sarà in grado Suleiman e i militari che al momento hanno in mano il paese, di indirizzare il popolo verso la via giusta? I prossimi mesi saranno decisivi e in attesa di nuove democratiche elezioni l'Egitto, terra dei Faraoni e di una delle civiltà più evolute e ricche del passato, non può aspettare. Vuole risposte e subito. Senza Hosni Mubarak, da ieri un Re spodestato e senza più il comando sul paese.

 

Fonte: informazioneweb.org

 
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