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Complicità europea con il terrorismo del Mossad PDF Stampa E-mail
Scritto da Abd al-Bari Atwan   
L’operazione del Mossad che ha portato all’assassinio di Mahmoud al-Mabhouh – uno dei fondatori delle brigate Ezzeddin al-Qassam, braccio armato di Hamas – non solo ha tradito le complicità di alcuni servizi di sicurezza dell’Autorità Palestinese e la collaborazione di alcuni suoi leader con i servizi segreti israeliani (Hamas, pur attribuendo al Mossad la paternità dell’operazione che ha portato all’assassinio di Mabhouh,  ha accusato Mohammed Dahlan – membro di Fatah ed ex “uomo forte” dell’ANP a Gaza, prima che Hamas prendesse il potere nella Striscia – di essere coinvolto nell’operazione; i due palestinesi arrestati in Giordania e consegnati alle autorità di Dubai con l’accusa di aver fornito supporto logistico alla squadra che ha commesso l’omicidio, avevano lavorato in passato nei servizi di sicurezza dell’ANP, e secondo Hamas, lavoravano attualmente per una società immobiliare di proprietà di Dahlan a Dubai (N.d.T.) ), ma ha compromesso anche la reputazione di alcuni stati europei, e messo in luce la loro complicità con il terrorismo israeliano, soprattutto nel momento in cui questo terrorismo è rivolto contro gli arabi e i musulmani.
Siamo rimasti sorpresi dal silenzio di alcuni governi europei, che hanno lasciato che il Mossad utilizzasse impunemente i passaporti di alcuni loro cittadini per assassinare Mabhouh a Dubai, e siamo rimasti sorpresi ancor di più dalle inchieste pubblicate da alcuni giornali britannici venerdì scorso, le quali affermano che gli israeliani avevano informato i loro colleghi britannici del fatto che i loro agenti avrebbero utilizzato passaporti del Regno Unito – cosa che conferma che i servizi britannici erano a conoscenza di quanto stava accadendo, e che incoraggiano il terrorismo israeliano contro gli arabi.


E’ vero che il governo britannico si è affrettato a smentire queste notizie, ma il fatto che Londra non ha preso alcun provvedimento contro gli israeliani conferma che la collera ufficiale del governo britannico non è nient’altro che una messinscena malriuscita.

La signora Margaret Thatcher espulse 13 diplomatici israeliani e sospese la collaborazione di sicurezza con Israele nel 1987, dopo che il Mossad aveva utilizzato passaporti britannici per compiere analoghe operazioni terroristiche. Ma nutriamo seri dubbi sul fatto che Gordon Brown, attuale primo ministro ed uno dei maggiori sostenitori di Israele, oltre che ex membro di un’associazione di amici di Israele (Labour Friends of Israel (N.d.T.) ), compirà un passo di questo genere.

Queste posizioni vergognose e queste complicità da parte della Gran Bretagna e di altri paesi europei ci confermano che i responsabili israeliani avevano ragione quando hanno detto che tutto il polverone mediatico di questi giorni era “una tempesta in un bicchier d’acqua”, che presto le cose si sarebbero calmate, e che tutto avrebbe ripreso il proprio corso naturale entro una settimana al massimo. Per chiudere definitivamente la questione basterà tutt’al più qualche scusa da parte di Israele.

Con il Canada e la Nuova Zelanda, Tel Aviv usò lo stesso sistema del “porgere le scuse”, quando utilizzò passaporti di questi due paesi per compiere operazioni analoghe (il fallito attentato a Khaled Meshaal nel 1997 ad Amman). Malgrado queste operazioni, i rapporti fra Israele e il Canada non subirono alcuna conseguenza, anzi si rafforzarono ulteriormente negli anni successivi.

Questo terrorismo israeliano equivale a qualunque altra forma di terrorismo, compreso quello di al-Qaeda. Anzi, forse è ancora peggiore, per un motivo molto semplice: al-Qaeda non è uno stato membro della Nazioni Unite, né pretende di essere l’unica democrazia del Medio Oriente, o un modello di civiltà occidentale nel mondo arabo.

Il terrorismo israeliano praticato con la complicità dell’Occidente è quello che fornisce ad al-Qaeda e a tutti gli altri gruppi estremisti la giustificazione per reclutare giovani musulmani oppressi e umiliati allo scopo di portare a termine attentati a bordo degli aerei o all’interno delle stazioni ferroviarie. Diciamo ciò, senza voler per questo approvare alcuna forma di terrorismo.

Il Mossad israeliano si comporta come se fosse al di sopra della legge, invia sicari nelle capitali di paesi moderati e alleati dell’Occidente, viola la loro sovranità alla luce del sole, compie i propri crimini confidando nel sostegno degli Stati Uniti e dell’Europa – anche laddove utilizza i passaporti di questi paesi a loro insaputa. I paesi occidentali spendono centinaia di miliardi con il pretesto di combattere il terrorismo arabo-islamico, ma perdono la loro credibilità ed i loro amici – senza i quali non possono raggiungere gli obiettivi sperati – allorché non muovono un dito di fronte al terrorismo israeliano. Ciò fa sì che i soldi che essi spendono siano gettati al vento.

Chiediamo ai paesi arabi di punire gli stati che si sono dimostrati complici di questo terrorismo israeliano – con il loro silenzio di fronte alla violazione israeliana della loro sovranità e di fronte all’utilizzo da parte di Israele di passaporti appartenenti a loro cittadini per compiere un’azione terroristica in un emirato pacifico e moderato – minacciandoli di sospendere ogni forma di collaborazione di sicurezza con questi stati se non si affretteranno ad esercitare pressioni su Israele affinché consegni i killer alla giustizia il prima possibile. Tuttavia sappiamo bene che la maggior parte dei governi arabi non possiedono una reale sovranità, sono privi di orgoglio, e si piegano completamente ai diktat ed agli ordini impartiti dall’Occidente.

Ci rimane da dire che l’Autorità Palestinese (due suoi ex funzionari sono coinvolti in questo attentato terroristico) avrà perso quel poco che le restava in termini di reputazione e credibilità, e non meriterà di rappresentare neanche un solo palestinese, se non si mobiliterà immediatamente per punire i suoi leader coinvolti e fare pulizia nei suoi ranghi allontanando tutti coloro che collaborano con il Mossad il prima possibile.

Due scandali in meno di una settimana – uno nel quale sono coinvolti i servizi di sicurezza che si presuppone debbano lavorare contro Israele e a difesa del cittadino palestinese, e che si sono trasformati invece in strumenti di spionaggio a scopo di ricatto a danno dei palestinesi e degli stessi responsabili dell’ANP, e l’altro nel quale è emersa una complicità con il Mossad per liquidare uno dei combattenti che hanno posto la loro vita al servizio della questione palestinese e della lotta contro l’occupazione – sono troppi.


Abd al-Bari Atwan*
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*Abd al-Bari Atwan è un giornalista palestinese residente in Gran Bretagna; è direttore del quotidiano “al-Quds al-Arabi

 

Fonte: Medarabnews.com

 

 

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