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Ci sono accordi che farebbero rabbrividire i più grandi fautori dello scontro di civiltà stile Borghezio e/o compagnia varia.
Il primo cittadino di Barcellona, Jordi Hereu, è in questi giorni nella città marocchina di Rabat per concordare, con le più alte cariche del Marocco, il finanziamento della Casa de Marruecos ossia una sorta di casa che ospiterà iniziative culturali volte a far conoscere sia la comunità marocchina presente in Catalogna ( quasi 250.000 persone di cui 14.400 nella sola città catalana) che la cultura catalana ai marocchini emigrati nell'intera comunità autonoma della Catalogna.
Ovviamente il sindaco catalano oltre a questo progetto promuove, presso il regno del Marocco, la sede barcellonese (o barcelonì come dicono qua) del segretariato della Unione del Mediterraneo, istituto che tenta di stabilire relazioni culturali tra i vari paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Il fine è quello di stabilire relazioni fisse e stabili tra la città di Barcellona e lo stato marocchino, relazioni che si baseranno anche su questioni sociali, politiche e economiche (alla faccia di chi altrove respinge gli immigrati senza nemmeno sapere da dove arrivano).
Nell'accordo per la costruzione della Casa de Marruecos il municipio cederà, al governo marocchino, la concessione di un terreno situato nella zona collinare di Montjuïc, più precisamente in Avenida Montanyans, 14-16, per chi conosce la città praticamente sotto la zona dello stadio olimpico di Montjuïc. I due esponenti politici firmeranno in questi giorni l'accordo in maniera tale da iniziare i lavori nel 2010 e finirli nel 2011 (cose da far rabbrividire gli ideatori della Salerno-Reggio Calabria).
Il progetto ovviamente non può che suscitare critiche, ma guarda caso queste non sono come quelle di casa nostra dove si lanciano reclami contro l'invasione islamica e l'arrivo dei fondamentalisti dalla barba lunga, qui si parla di critiche costruttive (lo sappiamo il vero significato di questa parola noi italiani?) e addirittura è la comunità marocchina catalana che, avendo a cuore il progetto, vuole essere presente fin dall'inizio della costruzione dell'edificio e non come semplice “usufruitore finale” (vi ricorda qualche cosa questa parola?). Hasan Jeffali, uno dei membri della comunità marrochina presente in Catalogna, infatti spinge affinché la comunità nordafricana abbia un ruolo partecipativo nello svolgersi del progetto. Lo stesso Jeffali aggiunge che “ visto che si parla di 3 milioni di euro chiediamo la maggiore trasparenza possibile. La domanda è: chi gestirà questi soldi? Il comune? Il consorzio delle comunità marocchina? Il ministero marocchino? Sicuramente noi non possiamo essere esclusi da queste scelte.”
Ma ciò che davvero rende di un altro mondo questa terra benedetta da Dio sono le parole del sindaco Hereu (ascoltate bene): “ Vogliamo essere lider nello sviluppo delle relazioni tra Europa e paesi del Mediterraneo. Vogliamo essere un referente principale nel lavoro quotidiano per una ottima e efficiente integrazione sociale.” Roba da non credere eh??
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