Comunicato del forum Palestina sul massacro di Gaza
Il Forum Palestina condanna nel modo più assoluto l'ennesima strage di palestinesi innocenti, vittime della lucida follia del governo israeliano. I bombardamenti che in questi giorni colpiscono la Striscia di Gaza dimostrano ancora una volta che Israele è ora più che mai la vera unica minaccia alla pace nell'area mediorientale.
Chiediamo l'immediata cessazione dei bombardamenti e lo stop ad ogni possibile escalation di violenza. Invitiamo tutte le persone amiche della Palestina e della libertà dei popoli a far sentire in modo chiaro ed inequivocabile in questi giorni la propria condanna all'ennesimo vile stillicidio di vite palestinesi che si sta perpetrando a Gaza.
Il Forum Palestina sostiene e appoggia tutte le mobilitazioni e le iniziative di protesta che si stanno organizzando in queste ore nelle città italiane. Mobilitiamoci ovunque!
Con la Palestina nel cuore,
Forum Palestina
Nuova stretta sulla libertà di espressione negli Emirati Arabi Uniti. Un nuovo decreto del presidente Sheikh Khalifa bin Zayed al-Nahayan ha emendato la legge sui reati via Internet punendo con il carcere chi deride i governanti e le istituzioni pubbliche, pubblica loro caricature o convoca manifestazioni non autorizzate. Secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale Wam, le nuove regole si rivolgono in particolare a chi “crea o gestisce un sito Web o usa uno strumento tecnologico informatico per deridere o danneggiare la reputazione dello stato o di una qualsiasi delle sue istituzioni”. Tra le “istituzioni” sono esplicitamente inclusi il presidente, il vice presidente, i leader dei sette emirati federati e i loro vice e i principi della corona, ma anche la bandiera nazionale, l’inno e ogni altro simbolo dello stato. In questo caso si rischiano tre anni di carcere.
عيد مبارك وكل العام وأنتم بخير
Aid mubarak
Il venerdi 26 ottobre 2012 si celebrerà in Italia Aid Al Adha (Festa del sacrificio) detto anche Aid El Kabir. Preghiamo Iddio altissimo che questa ricorrenza porti a tutta la comunità e al paese pace e serenità.
Ogni offesa al Profeta scatena violente reazioni nel mondo islamico. Per i musulmani Muhammad non è solo un Profeta.
Nella credenza religiosa islamica egli ha ricevuto direttamente la parola di Dio, attraverso l'angelo Gabriele: dunque, è il prescelto a trasmettere un messaggio divino che ha contenuti sia mondani che extramondani.
Egli, appunto, è il suo Inviato, come recita la sahada, la professione di fede che segna l'entrata dell'individuo nella comunità ed è pronunciata nella preghiera e in ogni momento della vita dei musulmani, così come è riportata in ogni sede, dalle bandiere agli atti ufficiali dei paesi islamici.
Strasburgo– Youssef Moustafa Nada è rimasto per sei anni “prigioniero” a Campione d’Italia, la piccola enclave italiana circondata dalla Svizzera, a causa della decisione delle autorità svizzere di applicare con implacabile fermezza le sanzioni previste per chi,sospettato di associazione con al Qaida, è sulla lista nera del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ma oggi la Corte europea dei diritti umani ha riconosciuto che la Svizzera, così facendo, ha violato i diritti di Nada.
È la grande sfida del secolo per l’Europa, tuttavia sono pochi i segnali incoraggianti da parte del tessuto sociale, soprattutto nel nostro Paese. È quanto emerge dal report “I migranti visti dai cittadini” presentato dall’Istat .
ROMA – Il tema dell’immigrazione rappresenta la grande sfida del secolo per l’Europa, tuttavia sono pochi i segnali incoraggianti da parte del tessuto sociale, soprattutto nel nostro Paese. È quanto emerge dal report “I migranti visti dai cittadini” presentato dall’Istat che delinea, in generale, un quadro a tinte fosche e contraddittorio su quella che è la reale percezione dell’ “altro”.

Due attacchi nei giorni scorsi ai bengalesi che si ritrovano per il ramadan nel quartiere popolare di Tor Pignattara, poi ondata di messaggi violenti sulla pagina Facebook del "Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani". Questa sera manifestazione di protesta anti-razzista, si teme possa degenerare.
ROMA – Momenti di tensione a Tor Pignattara, quartiere popolare alla periferia di Roma, dove giovedì scorso alcuni cittadini bengalesi di religione islamica, riuniti nella sala di preghiera, sono stati oggetto di aggressione in due momenti diversi. La prima intorno alle 21, ora della fine del digiuno per il ramadan. Uno degli abitanti del quartiere scende in strada e comincia l’alterco; dopo qualche minuto sopraggiunge il fratello che colpisce al volto uno dei fedeli. Scoppia una rissa, qualcuno chiama le forze dell’ordine che intervengono sul posto per sedare gli animi.
![]() Comunicato in merito all'inizio di Ramadan 1433h/2012 Gli orari di preghiera per il mese di Ramadan 1433h, anno 2012 nelle principali città d'Italia |
Giallo sulla morte di Yasser Arafat. Secondo la tv del Qatar Al Jazeera infatti il leader palestinese, morto l'11 novembre del 2004, sarebbe stato avvelenato. Il negoziatore Saeb Erakat, insieme alla moglie del politico arabo, ha così chiesto una commissione d'inchiesta internazionale "sul modello di quella per l'assassinio del premier libanese Rafic Hariri" per fare chiarezza.
Yasser Arafat sarebbe stato avvelenato con il polonio, letale sostanza radioattiva protagonista anche dell'omicidio dello 007 russo Alexander Litvinenko, morto a Londra in circostanze ancora tutte da chiarire.
Fra pochi giorni, Roma sarà teatro di un evento che, molto probabilmente, non passerà alla storia, ma che segna comunque un punto di caduta nella variegata composizione del mondo pacifista e della solidarietà internazionalista italiani. Sabato 16 giugno, si sono dati appuntamento a Piazza del Popolo i sostenitori del regime siriano del clan Assad, adottando come slogan di convocazione dell’adunata il motto “Dio, Siria, Bashar e basta!”.
Lo stesso motto degli shabiha, gli squadristi che si occupano del lavoro sporco contro gli oppositori del regime. L’iniziativa ha avuto un prologo interessante lo scorso 31 maggio, quando una cinquantina di italiani e siriani hanno manifestato davanti la sede dell’ambasciata siriana, a pochi passi da Piazza Venezia, ostentando pugni chiusi e saluti romani, amorevolmente l’uno a fianco dell’altro.